Insieme contro la mafia

Lunedì 21 marzo noi alunni della Terza I, con i compagni della Terza B e Terza D, abbiamo preso parte al corteo in ricordo delle vittime innocenti di mafia, cioè di chi è stato ucciso da questa organizzazione criminosa o per sbaglio o perché voleva legalmente impedire i suoi malaffari. La manifestazione, promossa dall’Associazione Libera, si è tenuta in contemporanea in tutte le piazze d’Italia, dove sono stati letti i nomi delle 900 vittime innocenti. Anche a Salerno, oltre noi, tantissimi altri studenti, genitori, associazioni, movimenti e liberi cittadini hanno preso parte al corteo che è partito da piazza Vittorio Veneto, ha attraversato il corso e si è fermato in piazza Portanova per la manifestazione conclusiva. Durante il tragitto tutti i ragazzi hanno alzato striscioni e bandiere e spesso sono partiti cori “La mafia è dura, non ci fa paura”, oppure “Cittadino non ti fermare, alla mafia non ti piegare”, a cui anche noi ci siamo uniti.
Giunti in piazza Portanova abbiamo visto i cartelloni con le foto di tanti uomini, donne, fanciulli che hanno perso la vita senza nessuna colpa per mano della mafia. Sul palco sono stati pronunciati i loro nomi, alcuni più noti, altri meno conosciuti, per ricordarli tutti, senza distinzione, perché chiunque abbia avuto il coraggio di perdere la propria vita per far trionfare la giustizia o l’abbia persa casualmente a causa di chi ha agito contro la giustizia merita di non essere dimenticato.
Questo è stato un momento drammatico e commovente, anche perché erano presenti i familiari di alcune delle vittime che testimoniano con la loro partecipazione come la perdita di un congiunto non può servire a fermare la lotta contro chi opera nell’illegalità.
E’ stata la prima volta che abbiamo partecipato a una marcia e vedere tante persone unite a manifestare per lo stesso obiettivo ci ha fatto sentire più forti e ci ha fatto capire che è importante battersi per una causa giusta com’è quella di contrastare la mafia. Ma al tempo stesso ci siamo sentiti importanti, perché oltre a dimostrare la nostra vicinanza a chi ha perso qualche familiare, abbiamo dato prova che siamo tanti che ci opponiamo alla illegalità. Tutti noi ragazzi, di scuole e di età diverse, insieme abbiamo voluto esclamare: “Io non ci sto ai soprusi!”, convinti dell’alto valore della legalità. Così renderemo veritiera la frase pronunciata da Paolo Borsellino: “Se la gioventù le negherà il consenso, anche l’onnipotente e misteriosa mafia svanirà come un incubo”.

GLI ALUNNI DALLA TERZA I

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